Archivio dell'autore: federico.varazi

SLOWFOODINAZIONE_Le comunità protagoniste del cambiamento

L’introduzione di Carlo Petrini al documento di azione collettiva

Cari tutti,

a Ottobre del 2017, alla conclusione del congresso internazionale di Chengdu, ci siamo lasciati con la grande promessa di un cambiamento che avrebbe consentito al nostro movimento di essere parte attiva e influente nelle grandi sfide che ci troviamo ad affrontare in questo momento storico. La gravità della crisi climatica e sociale ci pone di fronte a una situazione difficile e complessa, in cui siamo chiamati ad agire con urgenza e determinazione. Collasso degli ecosistemi, aumento delle disuguaglianze sociali, perdita della biodiversità, morte per fame, sono alcuni degli scenari allarmanti che ormai da diversi anni vediamo passare davanti ai nostri occhi. E ben peggiore è l’inadeguata, o addirittura assente, risposta della politica, che ragiona solo, e soltanto, nei limiti di un modello di crescita infinta.Ecco, care amiche e cari amici, che le nostre scelte quotidiane diventano l’ago di una bilancia non tarata da diverso tempo. La responsabilità sociale e politica di ciascuno di noi esprime un modo d’agire positivo per un cambiamento che è nelle nostre mani. Dobbiamo tornare a essere attivisti. Legati da sentimenti e azioni comuni. Con una visione forte e costruttiva che guidi il nostro fare per i prossimi anni.Per far sì che la nostra voce venga ascoltata e che le nostre azioni diventino strategiche per garantire il confronto e il dialogo, necessario per la condivisione di importanti scelte politiche, dobbiamo essere moltitudine. A ChengDu abbiamo lanciato le comunità, strumento fondamentale per rappresentare a pieno l’incredibile diversità del nostro movimento. Siamo uomini e donne, pescatori e contadini, cuochi e attivisti, artigiani e professori, giovani e meno giovani. Siamo una rete fisica di persone che mettono al centro il bene relazionale e il valore della diversità e che credono in un cibo buono, pulito e giusto per tutti.A 30 anni dalla firma del nostro manifesto e con la consapevolezza dell’incredibile lavoro e delle numerose sfide vinte, sentiamo il bisogno di siglare un nuovo patto, che ci indichi chiaramente le linee guida del prossimo decennio. Questo documento congressuale vuole non solo dare la visione politica della nostra rete, ma essere un vero proprio strumento di lavoro ad ogni livello, che ci aiuti nell’affermazione di un nuovo linguaggio globale e ci permetta di unire le nostre forze per ogni battaglia territoriale. Un percorso comune che ponga al centro i nostri grandi obiettivi: valorizzare la diversità biologica e culturale, educare in modo olistico e, con crescente urgenza, prendere parte attivamente al dialogo su futuro del cibo. Siamo chiamati al tavolo dei grandi interlocutori internazionali, rappresentando la nostra visione sulle tematiche del cibo, non perdiamo l’occasione di vincere anche questa sfida, con speranza, tanta gioia e con il tratto più distintivo, della nostra organizzazione, del nostro movimento, della nostra storia: l’intelligenza affettiva.

Carlo Petrini

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Slow Food in Azione – giornate gratuite di formazione (29_02/1_03)

Slow Food Italia
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Care Socie e cari Soci,

nell’ambito del progetto nazionale

Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento*

sabato 29 febbraio presso l’Azienda agrituristica “La Miniera di Galparino” Voc. Galparino, Città di Castello

e

domenica 1 marzo 2020 presso l’Azienda agricola biologica e agrituristica Ma’ Falda Loc. Prodo, Orvieto

si svolgeranno due giornate gratuite di formazione

rivolte ai volontari delle Condotte e delle Comunità Slow Food, ma anche a insegnanti, amministratori, produttori, attori della filiera e consumatori.

L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere la consapevolezza del ruolo di ciascuno all’interno dell’Associazione come protagonisti del cambiamento, fornendo contenuti e strumenti per mettere in atto nelle proprie comunità progetti concreti che garantiscano modelli sostenibili di produzione e consumo.

Le due giornate (sessione mattutina, pranzo, sessione pomeridiana il sabato e sessione mattutina e pranzo la domenica) vedranno l’intervento di diverse figure del mondo Slow Food, della nostra regione e non solo, e metteranno al centro alcune tematiche principali: la biodiversità, il cambiamento climatico, l’educazione alimentare e del gusto, il valore delle scelte quotidiane, con particolare riferimento alle possibilità di sviluppo offerte dai progetti Slow Food.

Per iscriversi alla giornata è necessario compilare questo modulo entro e non oltre venerdì 21 febbraio 2020.

Sono disponibili 30 posti: nel caso in cui le richieste di partecipazione arrivassero in numero maggiore si considereranno fattori di precedenza l’età compresa tra i 18 e i 35 anni e il coinvolgimento nelle attività di Slow Food sul territorio.

La partecipazione alla giornata è gratuita, ma tutti i partecipanti dovranno risultare regolarmente iscritti a Slow Food (se la tessera è in scadenza rinnova qui)

Per informazioni e chiarimenti: Federico Varazi federico.varazi@network.slowfood.it, +39 338 3708824

* Il progetto vincitore di un bando è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese – Avviso n.1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento” ai sensi dell’articolo 72 del codice del terzo settore, di cui al decreto legislativo N. 117/2017.)

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Viaggio alla scoperta del principe della tavola umbra

Bianchi e neri suona un po’ come guelfi e ghibellini: l’Italia si divide anche sui tartufi? Per la verità non è il nostro Paese, dove convivono le due specie più pregiate di Tuber, il terreno di scontro tra i sostenitori dell’una e dell’altra. Disfida alquanto insensata, trattandosi di prodotti gastronomici entrambi di eccellenza ma che differiscono, se non altro, per modalità riproduttive e usi culinari: Tuber melanosporum Vittadini (nero di Norcia o di Spoleto) è coltivabile e sprigiona il massimo del suo aroma in cottura; Tuber magnatum Pico (bianco d’Alba o di Acqualagna) cresce solo allo stato spontaneo, in determinati ambienti di aree ristrette, e va mangiato crudo. Il tartufo nero pregiato si trova con relativa abbondanza un po’ in tutta Europa e in molte regioni dell’Italia peninsulare.

Carlo Petrini, La Repubblica, 09 novembre 2014

Venerdì 21 Febbraio 2020
Tenuta San Pietro al Pettine – la Cucina

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