#ilMercatoaCasa

LE ECCELLENZE DEI PRODUTTORI BUONI, PULITI E GIUSTI DELL’UMBRIA DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA

Le eccellenze dei produttori buoni, puliti e giusti dell’Umbria direttamente a casa vostra o al mercato in collaborazione con le Condotte e Comunità della rete regionale di Slow Food

Chiudete gli occhi e pensate a quei sabato mattina, nemmeno tanto lontani, in cui con la dolce calma tipica del weekend, eravate soliti venire al Mercato della Terra. Le belle giornate di sole, gli incontri inaspettati durante la spesa, i profumi del cibo che stuzzica la fantasia e fa crescere la voglia di sperimentare nuove ricette. Il Mercato della Terra è anche questo, e oggi ne sentiamo molto la mancanza. Nell’attesa che tutto torni alla (nuova) normalità però abbiamo cercato un modo per essere d’aiuto ai nostri soci, ai cittadini co-produttori, alle Amministrazioni. E soprattutto di essere d’aiuto ai produttori.

L’iniziativa #ilMercatoaCasa in collaborazione con le Condotte e Comunità della rete regionale di Slow Food consente a chiunque di informarsi sui produttori che fanno domicilio nelle varie zone della nostra regione e di sapere in tempo reale dove acquistare direttamente le eccellenze dei produttori buoni, puliti e giusti dell’Umbria.

Nei giorni scorsi Slow Food Lazio e Umbria si sono appellati alle loro regioni anche con richiesta di considerare gli orti domestici e di comunità come luoghi dove i titolari si recano per necessità, ovvero per la cura dei terreni e la raccolta di prodotti fondamentali per l’approvvigionamento famigliare. Ad oggi è stato riaperto “L’orto dentro le mura” di Amelia al Chiosto Boccarini ogni sabato dalle 8.00 alle 13.00. A breve si spera si possa riaprire anche lo storico Mercato della Terra di Umbertide.

La lista dei produttori in allegato è in continuo aggiornamento.

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La proposta di Slow Food Umbria per rendere fruibili ai titolari degli orti la cura e raccolta delle loro produzioni alimentari

“Considerare gli orti domestici e di comunità come luoghi dove i titolari si recano per necessità, ovvero per la cura dei terreni e la raccolta di prodotti fondamentali per l’approvvigionamento famigliare”.

E’ quanto richiesto da Slow Food Umbria alle autorità locali ed in particolare ai prefetti di Terni e Perugia in rappresentanza dei numerosi soci e comunità in previsione della cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza sanitaria.

“Stiamo ricevendo numerose richieste – dichiara Monica Petronio, Presidente di Slow Food Umbria – da parte di persone che vivono soprattutto nei piccoli centri rurali, che sono costretti a rinunciare a beni di primissima necessità quali sono i prodotti derivanti dagli orti, che proprio in questi giorni entrano in produzione, e al tempo stesso magari si trovano in situazioni di indigenza e quindi costretti a recarsi nelle sedi delle Amministrazioni comunali per richiedere i sussidi sociali indispensabili per la spesa quotidiana. Una contraddizione in termini che potrebbe essere superata, evitando gli assembramenti e rispettando ovviamente le norme vigenti, perché in fondo per tantissime persone il proprio orto equivale alla dispensa di casa.

Confidiamo che le istituzioni preposte, alle quali ci rivolgiamo, possano recepire questa sollecitazione, così come già evidenziato da alcune organizzazioni, associazioni di categoria e sindaci”.

Monica Petronio e il CER_Comitato esecutivo Regionale

Slow Food Umbria

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Ai nostri soci, alle condotte e alle comunità

L’appello del Comitato Esecutivo Regionale

Carissimi… 

chi se lo immaginava…

Siamo ancora confusi, smarriti, addolorati e nello stesso tempo grati perché la nostra regione pare reggere l’onda d’urto del contagio…

Per questo, e anche per dovere civile, ci si impone di reagire tra i primi. Non possiamo salvare vite, ma proviamo a dare una mano per quello che possiamo…

Gli effetti economici di questa pandemia saranno gravi, i tempi lunghi… Ma sono in larga parte prevedibili… quindi possiamo provare a lavorarci.

Alcuni effetti paradossali positivi, ad esempio, di questa crisi sono sicuramente già evidenti: l’aria delle città è tornata respirabile (altro che domeniche senza auto!), gli animali e la natura recuperano spazio sull’antropizzazione selvaggia, il problema della criminalità sembra magicamente risolto… Di oggi è la notizia che gli scenari di guerra in medio Oriente si sono fermati…

E, ancora, in casa il ritmo è rallentato, la gente sembra non vivere più di solo lavoro, file, traffico, corse, impegni… abbiamo imparato in 2 settimane a lavorare in maniera più “smart”, da casa, senza congestionare le strade… noi della scuola abbiamo imparato a girare video, a fare lezione a distanza, a entrare nelle case dei ragazzi chiedendo permesso…

Ora è importante cominciare a considerare quanto di positivo c’è in tutto questo e immaginare cosa vorremo tenerci con noi una volta che la pandemia sarà risolta o quanto meno ricondotta entro limiti gestibili.

Sul fronte economico, credo che la riapertura del nostro Paese sarà lenta e graduale, ma credo che comincerà dalle realtà rurali, quelle meno congestionate e meno in crisi epidemica, quelle che noi di Slow Food da sempre tuteliamo.

Per questo vi chiedo di confrontarci, innanzi tutto per uno scambio di informazioni sui produttori.

Avete notizie dei Presìdi del vostro territorio?

Come se la stanno cavando?

Come possiamo aiutarli?

Sareste disponibili come condotte o semplicemente come soci (magari con il nostro supporto) ad organizzare gruppi d’acquisto che possano sostenerli?

Discorso più complesso riguarda invece le Osterie: leggo che qualche cuoco (soprattutto pizzaioli però) si sta organizzando per l’asporto…

Ci sono queste esperienze nel vostro territorio?

A livello nazionale, ci sono sviluppatori che stanno proponendo degli “acquisti in differita” di pranzi e cene, che l’utente paga subito per poi usufruirne dopo l’emergenza… mi sembra una buona idea… che ne pensate?

E ancora, per i nostri soci, possiamo organizzare qualcosa (ovviamente di virtuale) per la prossima Pasqua? Che so, uno scambio di ricette da postare sul nostro sito web, un confronto fra esperti per i menu della festa nei vari territori… O semplicemente qualche breve post e foto che illustri la “Pasqua a casa mia”… Avete visto quanto si cucina di più stando a casa?!!!

Insomma, sentiamoci. Iniziamo ad attuare quanto abbiamo immaginato durante i meravigliosi due giorni di Slow Food in Azione.

Facciamo sentire e sentiamo noi stessi che ci siamo e abbiamo valori da difendere.

Con fiducia

Monica e il Cer_Umbria

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