
Sensibilizzare sull’importanza di ridurre lo spreco alimentare ed educare a un consumo “buono, pulito e giusto per tutti“. Risponde a questo il progetto “Slow Food Bag” che punta a ridurre lo spreco alimentare presentato venerdì 25 settembre allo stand dell’Umbria di “Terra Madre. Salone del Gusto”, in corso a Torino fino a domenica 27 settembre. L’iniziativa, che promuove l’adozione della buona abitudine di portare a casa cibo e bevande non consumati al ristorante, è stata sviluppata con la collaborazione della Condotta Slow Food dell’Alta Umbria, del Comune di Città di Castello, delle associazioni di categoria, dell’Istituto Franchetti Salviani – Indirizzo Grafica e Comunicazione e dell’Istituto Alberghiero Patrizi Baldelli Cavallotti.
“Secondo le indagini più recenti – ha ribadito la fiduciaria della Condotta Alta Umbria, Roberta Nanni – in Italia si sprecano oltre 0,550 chilogrammi di cibo a persona ogni settimana, soprattutto nelle case. Un dato che evidenzia con forza la necessità di rafforzare l’educazione alimentare e di promuovere iniziative concrete, come l’introduzione della Slow Food Bag nei ristoranti”. Per questo si è deciso di sviluppare un progetto che si muove su due fronti distinti: da un lato il riuso della materia prima, ovvero il cibo, dall’altro la sensibilizzazione attraverso la comunicazione visiva, sintetizzata nel claim “Slow Food Bag. Se non lo mangi, portalo via!”. Il vincitore del concorso indetto per la creazione del marchio, lo studente Lorenzo Baruffi, accompagnato dalla professoressa Silvia Nucci, ha spiegato al pubblico di Torino l’iter progettuale del lavoro.
“In cucina contro lo spreco alimentare” – questo il titolo del secondo, progetto inserito nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto già da alcuni anni da Slow Food con l’IIS Patrizi Baldelli Cavallotti – gli allievi guidati dal professor Emanuele Ascani che hanno presentato le polpette di bollito con Vino Santo da uve affumicate dell’Alta Valle del Tevere. “Una ricetta di recupero che unisce tradizione, sostenibilità, identità territoriale e contemporaneità”, come sottolineato dalla dirigente scolastica Luigina Dongiovanni.
Ispirata alla tradizione del bollito misto piemontese, la ricetta valorizza la carne avanzata trasformandola in una polpetta, insieme al pane raffermo, secondo l’antica cultura italiana del non spreco. Elemento distintivo è il Vino Santo da uve affumicate dell’Alta Valle del Tevere, Presidio Slow Food, utilizzato per ammorbidire il pane e arricchire l’impasto con profumi e aromi fortemente legati al territorio. La polpetta diventa così un ponte gastronomico tra Piemonte e Umbria, capace di trasformare ingredienti semplici e recuperati in una proposta contemporanea di street food di qualità. A completare il piatto, la salsa verde, richiamo alla tradizione del bollito, che con le sue note fresche e aromatiche ne esalta il gusto. Una preparazione che dimostra come recuperare significhi valorizzare: non solo gli ingredienti, ma anche la memoria, le tradizioni e l’identità di un territorio.





















