#ilMercatoaCasa

LE ECCELLENZE DEI PRODUTTORI BUONI, PULITI E GIUSTI DELL’UMBRIA DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA

Le eccellenze dei produttori buoni, puliti e giusti dell’Umbria direttamente a casa vostra o al mercato in collaborazione con le Condotte e Comunità della rete regionale di Slow Food

Chiudete gli occhi e pensate a quei sabato mattina, nemmeno tanto lontani, in cui con la dolce calma tipica del weekend, eravate soliti venire al Mercato della Terra. Le belle giornate di sole, gli incontri inaspettati durante la spesa, i profumi del cibo che stuzzica la fantasia e fa crescere la voglia di sperimentare nuove ricette. Il Mercato della Terra è anche questo, e oggi ne sentiamo molto la mancanza. Nell’attesa che tutto torni alla (nuova) normalità però abbiamo cercato un modo per essere d’aiuto ai nostri soci, ai cittadini co-produttori, alle Amministrazioni. E soprattutto di essere d’aiuto ai produttori.

L’iniziativa #ilMercatoaCasa in collaborazione con le Condotte e Comunità della rete regionale di Slow Food consente a chiunque di informarsi sui produttori che fanno domicilio nelle varie zone della nostra regione e di sapere in tempo reale dove acquistare direttamente le eccellenze dei produttori buoni, puliti e giusti dell’Umbria.

Nei giorni scorsi Slow Food Lazio e Umbria si sono appellati alle loro regioni anche con richiesta di considerare gli orti domestici e di comunità come luoghi dove i titolari si recano per necessità, ovvero per la cura dei terreni e la raccolta di prodotti fondamentali per l’approvvigionamento famigliare. Ad oggi è stato riaperto “L’orto dentro le mura” di Amelia al Chiosto Boccarini ogni sabato dalle 8.00 alle 13.00. A breve si spera si possa riaprire anche lo storico Mercato della Terra di Umbertide.

La lista dei produttori in allegato è in continuo aggiornamento.

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Appello dell’Alleanza Slow Food dei cuochi a sostegno della ristorazione di qualità e dei produttori buoni, puliti e giusti

Questo appello nasce dalla rete dei cuochi dell’Alleanza, uno dei più importanti progetti di Slow Food, ma è rivolto a tutti coloro che credono in un futuro basato sulla cura dei territori, sui saperi delle comunità, sul piacere della condivisione. Chiediamo a tutti di mettere la propria firma a fianco di quella dei cuochi, dei contadini, dei pescatori e dei pastori, che sono i primi promotori.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte
Al Comitato di esperti in materia economica e sociale
Al Ministro delle Economie e delle Finanze, Roberto Gualtieri
Al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli
Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini
Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova
Agli Assessori Regionali alla Cultura, al Turismo, al Commercio, alle Attività Produttive e all’Agricoltura

Facciamo parte dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e gestiamo più di 540 locali in tutta Italia: siamo cuochi di osterie e di ristoranti, di food-truck e di rifugi alpini, siamo pizzaioli e insegnanti di scuole alberghiere.

Con questo appello ci facciamo portavoce anche di altri colleghi ristoratori, molti dei quali raccontati nella guida Slow Food Osterie d’Italia, e di migliaia di agricoltori, allevatori, artigiani. Prendiamo la parola a nome di tutti, perché anche se oggi siamo noi i più fragili, sentiamo l’energia e la passione necessarie per ripartire e avvertiamo la forza che deriva dall’essere parte della rete di comunità solidali di Slow Food.

Grazie alla nostra cucina abbiamo diffuso conoscenza, bellezza, piacere. Abbiamo raccontato territori e culture locali. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il lavoro quotidiano di contadini, allevatori, casari, viticoltori e artigiani che producono con passione e rispetto per la terra e per i loro animali.

Questi produttori traggono buona parte del loro reddito dalla relazione con ristoratori come noi, che sanno rispettare i loro ritmi, riconoscere il giusto prezzo ai loro prodotti e garantire sviluppo e opportunità economiche a territori spesso difficili.

Ogni giorno, servendo un buon piatto e prendendoci cura dei nostri commensali, abbiamo educato alla qualità, a un’alimentazione sana e alla convivialità, formando cittadini più consapevoli. Molti di noi, nelle settimane scorse, hanno cucinato per i più fragili e bisognosi, e siamo pronti a farlo ancora in futuro, perché crediamo nel valore della solidarietà.

Oggi siamo in crisi, e con noi lo sono i nostri produttori, una parte dei quali faticava già prima a reggere la concorrenza dell’agroindustria e le logiche del mercato e della distribuzione. La parte migliore dell’agricoltura di questo Paese dipende infatti fortemente dalla ristorazione di qualità.

Crediamo che l’immagine di questo Paese sia legata alla sopravvivenza di queste aziende e di chi, proponendo i loro prodotti, li rappresenta al meglio. Gravano sulle nostre spalle non solo i destini dei nostri collaboratori, ma anche il futuro di migliaia di piccole aziende agricole che dipendono dai nostri ordinativi.

Abbiamo deciso di scrivere questo appello perché pensiamo che le difficoltà dovute alla pandemia possano dare a questo Paese il coraggio della necessità e dell’urgenza; la forza di trasformare un’emergenza in una grande occasione per il settore dell’agricoltura, dell’accoglienza e della ristorazione italiana.

I veri nemici da combattere nel post pandemia saranno ancora la perdita di biodiversità, l’erosione del territorio, l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, l’impoverimento della fertilità nei nostri terreni, la cementificazione, l’abbandono delle aree rurali e dei piccoli borghi, lo spreco alimentare, lo sfruttamento del lavoro, l’indifferenza per chi produce con attenzione alle ragioni e ai tempi della natura e l’individualismo, che fa prevalere l’io sul senso di comunità.
La ristorazione troppe volte ha assecondato un mercato che ha rincorso il prezzo più basso e stroncato l’agricoltura di prossimità, approvvigionandosi di prodotti ottenuti grazie alla chimica, alle monocolture, facendo viaggiare derrate alimentari migliaia di chilometri.
Se vogliamo porre le basi di un futuro diverso dobbiamo cambiare prospettiva.

Le Istituzioni possono fare molto, sviluppando iniziative che sostengano chi genera economie e benessere per tutta la comunità e non solo per la propria impresa. Per chi acquista prodotti di agricoltori, allevatori e artigiani del proprio territorio.

Chiediamo quindi di estendere il credito di imposta, già previsto per alcune spese legate all’emergenza Covid-19, agli acquisti di prodotti agricoli e di artigianato alimentare di piccola scala legato a filiere locali (dove per locale si intende la dimensione regionale), in una misura pari almeno al 20%, da aumentare al 30% nel caso in cui tali aziende pratichino un’agricoltura biologica, biodinamica, o siano localizzate in aree marginali, disagiate e di particolare valore ambientale del nostro Paese.

Un provvedimento come questo rappresenterebbe una grande occasione, economica, sociale e culturale: permetterebbe di innalzare il livello dell’offerta gastronomica italiana, garantendo una maggiore qualità, e al tempo stesso sosterrebbe e rilancerebbe le piccole e medie aziende agricole locali e il turismo rurale, che vive essenzialmente di paesaggi agrari. Infine, aiuterebbe i ristoratori ad affrontare mesi e forse anni difficili.

Per evitare che troppe attività non riaprano, servono anche misure immediate, ovviamente, e per questo ci associamo alle richieste delle associazioni di settore: risorse a fondo perduto per le imprese in base alle perdite di fatturato, moratoria sugli affitti per compensare il periodo di chiusura e il periodo di ripartenza, cancellazione di imposte anche locali come quelle per l’affitto di suolo pubblico fino alla fine del periodo di crisi, sospensione del pagamento delle utenze, prolungamento degli ammortizzatori sociali fino alla fine della pandemia e sgravi contributivi per chi manterrà i livelli occupazionali.
Serve un piano di riapertura con modalità certe per permettere a tutte le imprese di operare in sicurezza. È importante che sia concessa ovunque la possibilità di lavorare per asporto e contare su spazi all’aperto più ampi nel periodo di convivenza con il virus.

Da questo grave momento non possiamo riemergere se non condividiamo una visione: quella di un Paese che sa proteggere e fare tesoro dei suoi saperi, della sua storia, della sua biodiversità agroalimentare, dei suoi paesaggi. Un paese che conosce il valore del cibo, che sa accogliere e condividere con senso di comunità.

FIRMA QUI L’APPELLO……https://www.slowfood.it/ripartiamo-dalla-terra/

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Sabato 9 maggio riapre il Mercato della Terra di Umbertide

Dopo l’emergenza Covid 19 sabato 9 maggio dalle 09:00 alle 13:00 in Piazza Giacomo Matteotti torna in piazza il cibo buono, pulito, e giusto dell’Umbria.

Per venire incontro alle necessità degli affezionati del Mercato della Terra di Umbertide e ai cultori del cibo buono, pulito e giusto, i Produttori si sono appositamente organizzati per la migliore fruizione dei servizi e dei prodotti di qualità presenti da 10 anni ogni sabato mattina in piazza.

Grazie alla collaborazione attiva tra l’Amministrazione Comunale di Umbertide, Slow Food Alta Umbria e la Protezione Civile, sarà possibile fruire del Mercato della Terra, riorganizzato e attrezzato nel più alto rispetto delle normative igienico sanitarie.

Uno sforzo collettivo non indifferente diretto però alla continuazione delle buone pratiche alimentari e al sostegno dell’agricoltura locale di alta qualità.

Forniamo di seguito i link con una lista con i contatti dei Produttori del Mercato della Terra di Umbertide per tutti coloro che volesero informazioni più dettagliate.

https://slowfood.metooo.io/e/riapre-il-mercato-della-terra-di-umbertide#

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Un Aiuto a Chi ci Aiuta

𝐈𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚 Slow Food Valle Umbra 𝐈𝐍𝐅𝐎𝐑𝐌𝐀

𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀, 𝗹’𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼,
𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.

Ieri, come 𝐂𝐨𝐧𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐒𝐥𝐨𝐰 𝐅𝐨𝐨𝐝 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐚,
abbiamo donato alla rianimazione e terapia intensiva dell’Ospedale San Giovanni Battista di Foligno materiali costituti da visiere protettive e mascherine respiratorie FFp2 per un valore di circa € 1.600,00, provenienti dal nostro piccolo ed esiguo bilancio di condotta.

𝘕𝘦𝘴𝘴𝘶𝘯 𝘤𝘭𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘯𝘦 𝘴𝘤𝘩𝘪𝘢𝘮𝘢𝘻𝘻𝘪, 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘷𝘦𝘯𝘶𝘵𝘢 𝘥𝘢𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘪𝘶𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘣𝘢𝘵𝘵𝘦 𝘴𝘶𝘭 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘯𝘦𝘮𝘪𝘤𝘰 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦.

Un grazie al Dott. Luca Sapori, Direttore Sanitario dell’ospedale, che ha accolto molto volentieri tale azione, alla Dott.sa Cristina Cristofari, responsabile della Farmacia interna e al Dott. Alvaro Chianella, nostro amico e socio, nonché medico rianimatore, che insieme hanno coordinato il tutto, perché comunque, anche in questa emergenza, la burocrazia va rispettata e se non avessimo avuto le giuste direttive, non saremmo riusciti a fare nulla.

𝘚𝘱𝘦𝘳𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘷𝘦𝘥𝘦𝘳𝘤𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘵𝘰, 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘷𝘪𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪, 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦, 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘷𝘪𝘷𝘪𝘰 𝘷𝘦𝘳𝘰 𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪.

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