Lungo la Via Romea Germanica il Sale di Cervia incontra il Fagiolo Secondo del Piano di Orvieto

“Donare il sale, per tradizione, è un augurio di ricchezza e prosperità“. Lo hanno fatto e lo faranno i partecipanti al Cammino del Sale di Cervia che, percorrendo la Via Romea Germanica in dodici tappe, sono transitati anche per l’Umbria nel loro viaggio verso Roma dove il pregiato “sale dolce” proveniente dalla Salina Camillone sarà donato a Papa Leone XIV. 

Una rinnovata tradizione, quella di portare un paniere di sale bianco al pontefice, che nacque nel 1444, quando il Cardinale Pietro Barbo, divenuto poi Papa Paolo II, fu nominato vescovo di Cervia dove esistono ancora i Magazzini del Sale, la Torre di San Michele e le case dei salinari. Ad Orvieto, ancora una volta, è stata L’Antica Cantina Osteria delle Donne, a ristorare i partecipanti.

Qui è avvenuto anche l’incontro con alcuni rappresentanti delle Condotte Slow Food dell’Umbria. A tavola, in un clima di grande cordialità e calore, è avvenuto lo scambio dei prodotti come il sale dolce di Cervia, la torta della Zitella, l’Alchermes Zitella con gli acervi, le mele della salina e il Fagiolo Secondo del Piano di Orvieto, Presidio Slow Food, ma anche simbolo di qualcosa di ancora più prezioso come lo scambio di esperienze, conoscenze, tradizioni e sentimenti di stima.

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Ad Amerino Tipico focus con Slow Food sul recupero dei prodotti antichi come risorsa per il territorio

“Il recupero dei prodotti antichi come risorsa per l’Amerino” è il titolo della tavola rotonda che venerdì 2 ottobre alle 16 nella Sala del Ridotto del Teatro Sociale di Amelia, già candidato UNESCO 2026 nella Rete dei teatri condominiali all’italiana del Centro Italia, apre la seconda edizione del festival Amerino Tipico, che per tre giorni celebra l’eccellenza e l’identità agroalimentare e paesaggistica del territorio con un ricco programma di degustazioni, incontri e itinerari guidati tra piccoli produttori, frantoi, cantine e aziende agricole. 

L’incontro, moderato da Marco Filippucci, docente dell’Università degli Studi di Perugia e responsabile del progetto Amerino Tipico, e organizzato in collaborazione con la Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale, metterà al centro il cibo come chiave di lettura del territorio, con una riflessione sulle possibili sinergie tra comunità, produttori e istituzioni per costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme sostenibilità, turismo rigenerativo, economia locale e tutela della biodiversità.

Al confronto parteciperanno Avio Proietti Scorsoni, sindaco di Amelia, Luigi Cremona, critico enogastronomico e storico curatore della guida “Alberghi e Ristoranti d’Italia” del Touring Club Italiano, talent scout di chef e ideatore del Premio “Emergente”, Paolo Arice, fiduciario della Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale, Mauro Gramaccia, referente per il Servizio di Salvaguardia della Biodiversità regionale di interesse agrario del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria (3A-PTA), oltre a rappresentanti delle istituzioni e dei produttori impegnati nel recupero di prodotti e ricette della tradizione amerina.

Al centro del confronto ci saranno alcune delle produzioni e preparazioni che raccontano una parte meno conosciuta, ma profondamente identitaria, della cultura alimentare dell’Amerino: dalla Fava Cottòra all’Acciaccata di Fornole, dalla Fregnaccia con le verdure al Paneforte all’Amerina, dall’Olio alla Melangola di Ricci al vino Tostolello della Cantina Zanchi.

Spazio anche al progetto della Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale dedicato all’Olio Capperato e al Cucuncio, ricette legate alla tradizione dell’epoca romana e oggi oggetto di un percorso di recupero che coinvolge anche il Frantoio Suatoni. L’obiettivo è quello di trasformare questi prodotti, ricette e saperi non soltanto in testimonianze del passato, ma in elementi di una nuova proposta di promozione territoriale, capaci di raccontare l’Amerino attraverso la sua storia agricola, la biodiversità e il rapporto tra comunità e paesaggio.

“Il convegno che apre il Festival – chiarisce il sindaco, Avio Proietti Scorsoni – è una scelta di indirizzo politico. Vino, olio e prodotti tipici sono una parte essenziale della nostra identità e una leva concreta di sviluppo economico, turistico e sociale. I prodotti al centro del confronto, sono gli stessi che i visitatori ritroveranno nelle tante degustazioni del programma del festival. Dietro ciascuno di essi ci sono aziende, famiglie e giovani imprenditori che custodiscono il territorio e lo rendono riconoscibile.

Voglio ringraziare in modo particolare la Condotta Slow Food locale, che con passione e competenza sta facendo ciò che per troppo tempo è mancato: mettere insieme tanti produttori, farli dialogare, trasformare singole eccellenze in una comunità. È un lavoro prezioso, che l’amministrazione riconosce e intende sostenere. Il nostro compito è accompagnare questo percorso, creando le condizioni perché la qualità diventi valore economico e opportunità di lavoro. Anche per questo, vogliamo fare di Amerino Tipico un appuntamento strutturale, capace di crescere anno dopo anno e di rafforzare la rete tra Comuni, produttori, associazioni e operatori”.

A sottolineare il valore di questo patrimonio è anche Paolo Arice, fiduciario della Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale.“Un territorio obliato – dice – che può trarre vantaggio dall’essere stato dimenticato dai grandi flussi turistici e dall’industrializzazione. Uno scrigno da difendere e da cui trarre linfa vitale: l’Amerino dei boschi, delle tradizioni, della buona tavola, del silenzio”. Una prospettiva che trova nel recupero delle varietà, delle ricette e dei saperi locali un possibile strumento per dare nuova centralità alle comunità e alle produzioni dell’area.

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Slow Food Umbria torna a casa da Terra Madre 2026

Siamo stanchi, ma carichi di nuova energia e motivazione. Terra Madre 2026, quattro giorni emozionanti di colori, profumi e sapori ma anche memorie, scambi, idee e sogni che ci hanno fatto sentire parte di quel mondo di diversità accolte e dialoganti che è Slow Food, la ‘nostra’ Associazione. A Torino, nel cuore prezioso della città, abbiamo portato “L’Umbria del Cantico” perché volevamo testimoniare la pienezza di questo anno francescano – l’VIII centenario della morte di San Francesco – con l’impegno da parte nostra a far conoscere la meraviglia della biodiversità che l’Umbria ancora custodisce. 

Attraverso il dono del cibo, delle tradizioni e delle storie delle comunità che lo producono, abbiamo cercato di restituire suggestioni evocative del legame uomo-natura che nelle ‘terre alte’ resiste alle trasformazioni. Con la voce dei giovani, gli studenti degli Istituti Scolastici che hanno partecipato numerosi a questa edizione di Terra Madre, abbiamo cercato di trasmettere condivisione e solidarietà. Ripercorrendo il Cantico delle Creature ispirato da questa terra che Francesco aveva negli occhi e nel cuore, abbiamo mostrato la bellezza di paesaggi originari e valori di natura e umanità che sopravvivono ai cambiamenti globali.

Un’altra idea di mondo è possibile e l’Umbria di Francesco può essere davvero la Terra Futura a cui pensava Carlo Petrini che quarant’anni fa aveva intuito come poterla salvare. L’esperienza di Torino ne ha dato il segno prospettando un modello nuovo di collaborazione istituzionale: Regione, Camera di Commercio, Parco 3A e alcune Amministrazioni Locali hanno condiviso il progetto di Slow Food Umbria e garantito fondamentale sostegno alla partecipazione dei territori, dei Presìdi umbri e delle produzioni di qualità.

Uniti per salvaguardare la biodiversità come valore culturale e sociale che contribuisca a una prospettiva economica responsabile. Di regione in regione, tra bandiere, tavoli, fornelli e microfoni, Terra Madre alimenta l’attivismo e nello stesso tempo gli attivisti ne sono il cuore e le braccia che accolgono i visitatori con passione, entusiasmo e competenza. Sono insostituibili.

Dalle Condotte dell’Umbria siamo andati in tanti quest’anno per dare forma al palinsesto costruito insieme nel Cantiere Terra Madre e poi scandito in talk, degustazioni narrate e laboratori che il pubblico ha assaporato con interesse ed entusiasmo grazie a Sergio, Liliana, Roberta, Stefano, Gabriele, Flavio, Eugenia, Carlo, Silvana, Cinzia, Stefano, Virginia, Elena, Maurizio, Giulia, Alvaro, Cinzia, Roberto, Alberto, Maurizio, Tommaso, Daniela, Paolo, Piero, Walter, Davide, Matteo, Rita, Angela, Claudio e Alessandra.

Grazie, Slow Food!

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